16° EuroSpeleo Forum

Venerdi 1 novembre 10:00 – 12:00 – ECPC meeting
Venerdi 1 novembre 14:00 – 16:00 – FSE Bureau meeting
Sabato 2 novembre 9:00 – 12:00 – Assemblea generale FSE
Sabato 2 novembre 14:00 – 16:00 – FSE Bureau meeting


10th European Expedition Symposium

1 novembre 2024

ll simposio offrirà una panoramica della cooperazione multinazionale e multidisciplinare nel campo delle spedizioni speleologiche. Organizzato dalla Federazione Speleologica Europea (FSE) in collaborazione con Tetide e La Venta, l’evento è aperto a partecipanti provenienti da ogni angolo del globo. L’obiettivo è promuovere la conoscenza delle grotte attraverso l’esplorazione. Ci si concentrerà anche sulla preparazione delle spedizioni con i migliori pratiche.


Visioni Sotterranee

Il concorso mira a incoraggiare la presentazione di immagini digitali che rappresentino in modo creativo ambienti sotterranei, promuovendo l’educazione ambientale e la consapevolezza sul significato degli ecosistemi sotterranei e sugli sforzi di conservazione in tutto il mondo.


Focus “Bussento: ieri, oggi, domani storia delle esplorazioni della grotta”

Tavola rotonda “Bussento, il fiume da preservare,
situazione attuale e prospettive future”

2 novembre 2024 9:00 – 13:00


Su Palu A Monte del Sistema – Sa Ciedda [Urzulei]

La Commissione Spelosub della Federazione Speleologica Sarda (FSS), in collaborazione con la Commissione Catasto (CSR), ha condotto un progetto di revisione della poligonale del rilievo della grotta di Su Palu.
Le esplorazioni e i rilievi condotti nel corso degli anni hanno evidenziato possibili errori di orientamento nella poligonale, sollevando dubbi sulla reale sovrapposizione di alcune aree della cavità. Di conseguenza, è emersa la necessità di rivedere la poligonale per dissipare questi dubbi riguardanti i collegamenti tra le gallerie fossili pre e post sifone (Sa Ciedda) a monte del sistema.
Gli obiettivi principali della campagna di rilievo sono la verifica delle sovrapposizioni del livello fossile No Buono_No Male con le nuove zone scoperte oltre il sifone. È fondamentale comprendere se queste due aree si sovrappongono realmente e valutare le eventuali distanze sia in termini planimetrici che altimetrici tra i limiti esplorativi attuali.
In vista di future campagne esplorative, c’era la necessità di ottenere una migliore precisione nei dislivelli tra le diverse aree conosciute, al fine di valutare più accuratamente la pianificazione di eventuali risalite post sifone.


Nella pancia del Drago esplorazioni nell’area carsica termale-sulfurea della Lengarices – Andrea Benassi (C.S.I. Consorzio Speleologi Ipogenici)

Grazie alle scoperte realizzate durante le tre spedizioni compiute nel 2023, l’area della gola del fiume Lengarices nell’Albania meridionale, si presenta oggi come una zona carsica di grande rilevanza scientifica. La scoperta e documentazione di oltre 15 chilometri di nuove grotte ipogeniche, fanno di questa area, uno dei carsi termali sulfurei più importanti attualmente noti a livello internazionale. Il Soffio del Drago, con circa 13 chilometri di sviluppo, si pone inoltre come la grotta con il maggiore sviluppo in Albania, nonché secondo sistema sulfureo attivo attualmente noto al mondo. Scoperte e risultati resi possibili grazie alla partecipazione di un grandissimo numero di speleologi provenienti da tutta Italia. Una modalità trasversale, che è stata anche occasione per affrontare e diffondere le peculiarità e gli aspetti teorici della Sulfuric Acid Speleogenesis; uno sguardo “nuovo” che promette grandi scoperte sia in Italia che all’estero.


Stato delle ricerche condotte in Libya nell’ambito del Cyrenaica Karst Project – Rosario Ruggieri (Centro Ibleo di Ricerche Speleo-Idrogeologiche)

Nel giugno 2022 e nel luglio e ottobre 2023, dopo 12 anni dalle precedenti campagne esplorative del 2007-2008-2009, sono riprese le ricerche sui fenomeni carsici in Cirenaica, interrotte a causa dei noti problemi di instabilità politica, sulla base di un accordo rimodulato tra il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Bengasi e il Centro Ibleo di Ricerche Speleo-Idrogeologiche di Ragusa.
Questa seconda fase di ricerca sul carsismo e di esplorazioni speleologiche è stata effettuata sia nella piana costiera carsica di Bengasi che nel Al Jabal Al Akhdar settore nord-orientale della Libia. A livello regionale, Al Jabal Al Akhdar è una lunga dorsale carbonatica che si estende in direzione Nord-Est-Sud-Ovest, per circa 360 km di lunghezza e 60-75 km di larghezza lungo la costa mediterranea. È costituito da tre distinte scarpate e definisce un anticlinorio in cui affiorano serie di carbonati di età comprese fra il Cretaceo e il Miocene. Nel Jebel le aree carsiche oggetto della ricerca sono state localizzate principalmente in una fascia di territorio compresa tra Massah – Al Bayda – Shahat (Cirene) – Al Abrak – Dernah, dove sono presenti numerose cavità carsiche, sia fossili che attive e alcune grandi doline. In alcune delle predette grotte sono stati prelevati campioni per analisi petrografiche e datazioni per ricostruzioni paleoclimatiche, in altre è stato documentato un forte impatto di degrado antropico, legato sia a problemi di inquinamento delle acque che all’utilizzo delle doline come discariche di rifiuti.
Finalità generale del suddetto progetto è la formulazione di un modello speleogenetico in relazione all’evoluzione morfotettonica di questo settore nord-orientale libico, a cui si aggiungono in particolare lo studio di determinati aspetti applicativi legati alla protezione delle falde carsiche idriche, alla valutazione di rischi geocarsici in aree urbane per la presenza di vuoti carsici e, non ultimo, la valorizzazione delle valenze carsiche di particolare valore scientifico e paesaggistico per una loro istituzione come Geoparchi e/o geositi.


Il sale della Terra: grotte e fenomeni carsici nei diapiri salini di Zinga (Italia) – Andrea Benassi (Società Speleologica Italiana; Acheloos Geo Exploring)

Nel mondo delle rocce evaporitiche, l’halite, nota anche come salgemma, è una roccia in cui i fenomeni carsici si sviluppano con una rapidità di diversi ordini di grandezza superiore a quella a cui siamo abituati. Tuttavia, la sua estrema solubilità, che raggiunge circa 360 grammi per litro di acqua, rende questi fenomeni praticamente confinati nei climi aridi. Inoltre, i banchi di halite, sebbene presenti in grandi quantità nella crosta terrestre, nella maggior parte dei casi non affiorano, ma si trovano sepolti anche a chilometri di profondità. Ciò rende le grotte nel sale un fenomeno piuttosto raro e poco comune. Fortunatamente, il sale ha la tendenza a risalire in superficie, principalmente sotto forma di estrusioni, ovvero grandi domi o colonne saline, noti come diapiri salini. Nel mondo, è possibile trovare una certa quantità di questi diapiri, come isole di sale di dimensioni variabili. Alcuni di essi sono ancora interessati da una spinta capace di generare vere e proprie “fontane” e ghiacciai di sale che fluiscono lentamente, come i Namakier in Iran, mentre altri sono ormai immobili. In Italia, nel contesto della crisi di salinità del Messiniano, oltre alla sequenza di banchi gessosi, si sono generati anche potenti banchi di halite. Purtroppo, questi ultimi giacciono sepolti in profondità e sono stati raggiunti solo dall’attività mineraria. Tuttavia, esiste una fortunata eccezione in Calabria, nel bacino del Crotonese, dove all’interno della nota serie evaporitica, si trovano diversi piccoli diapiri salini che affiorano in superficie, principalmente nel territorio del comune di Casabona. Nel contesto del patrimonio geologico nazionale, si tratta di un caso praticamente unico, e infatti l’area ha ottenuto negli ultimi anni una certa visibilità come geosito e meta di turismo geologico. Dal punto di vista speleologico, tuttavia, non risultava fino ad ora documentata in bibliografia l’esistenza di grotte in queste formazioni. Un recente sopralluogo concentrata sui quattro principali punti in cui affiora la matrice salina, ha documentato al contrario come oltre ad un diffuso modellamento carsico esterno, siano presenti anche diverse cavità tra pozzi, risorgenze e inghiottitoi che si sviluppano nell’halite. Accanto a stalattiti, croste, rim, raft e tante altre forme microcristalline, nelle grotte esplorate fanno bella mostra anche diversi speleotemi microcristallini a base di cristalli cubici di halite, tra cui tutta una serie di stalattiti composte da una sequenza di cristalli scheletrici ed euedriali.


Specie aliene nelle acque sotterranee del Lazio: il caso del Gambero rosso della Lousiana Procambarus clarkii – G. Catoni, C. Di Russo, C. Fortunato, V. Carpe, A. Martini, F. Toso e M. Tomei (Shaka Zulu Club Subiaco)

Il Gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii), specie alloctona invasiva originaria dell’America settentrionale, è ormai diffuso nelle acque di molti fiumi della penisola italiana fin dal 1989, rappresentando uno dei principali problemi per i nostri ecosistemi acquatici. La prima segnalazione per le grotte italiane risale al 2011; in particolare Mazza e collaboratori (2014) riportano la presenza di Procambarus clarkii in alcune cavità dei Monti Pisani in Toscana. A distanza di sei anni un secondo caso di colonizzazione delle acque sotterranee è stato documentato per la grotta degli Ausi nel Lazio dove decine e decine di esemplari di questo gambero sono state censite all’interno della cavità (Di Russo e coll., 2017; Di Russo e Martini, 2020). In collaborazione con la Direzione regionale Capitale naturale, Parchi e Aree protette della Regione Lazio, è stato tentato un primo intervento di eradicazione utilizzando il il Removal method. Le stime di abbondanza calcolate con tale metodo e in alternativa con il classico Mark and Recapture sono risultate comprese tra i 40 e i 60 individui.
Al fine di comprendere meglio tale fenomeno e del suo possibile impatto sulle delicate comunità cavernicole, è stato pianificato un monitoraggio che comprenda altre grotte con acqua della Regione. I campionamenti sono iniziati nel mese di Aprile per protrarsi per almeno un anno.
La cattura degli animali, previa autorizzazione della Direzione regionale Capitale naturale, Parchi e Aree protette della Regione Lazio, sarà svolta utilizzando nasse per crostacei da posizionare direttamente nelle grotte e a caccia libera con retini da pesca. Tutti gli esemplari catturati saranno rimossi dalle acque sotterranee delle due grotte e conservati in alcool 70% presso la sede del gruppo speleologico Shaka Zulu Club Subiaco.


Monitoraggio del geotritone (Speleomantes supramontis) nella ZSC Supramonte di Oliena, Orgosolo e Urzulei, Su Sercone – Roberto Cogoni, Tiziana Saba, Mario Pappacoda (Unione Speleologica Cagliaritana)

Verranno presentati i risultati delle attività di monitoraggio degli Speleomantes della Sardegna, portate avanti con l’obiettivo di contribuire all’incremento delle conoscenze su questo genere e per definire un più efficace piano di conservazione. La Regione Sardegna ha finanziato un programma di monitoraggio dei geotritoni all’interno della rete Natura 2000. In questo riportiamo i risultati delle attività nella ZSC ITB022212 Supramonte di Oliena, Orgosolo e Urzulei – Su Sercone condotto dal Comune di Urzualei. La specie è distribuita in 6 celle di dimensione 10×10 km all’interno del sito. Le attività sono state realizzate nel periodo maggio-giugno 2022 quando i geotritoni sono particolarmente attività in ambiente sotterraneo. Sono stati selezione e monitorati, secondo le indicazioni del “Manuale per il monitoraggio di specie e habitat di interesse comunitario (Direttiva 92/43/CEE) in Italia”, 10 siti ipogei, di cui due esterni alla ZSC in cui era in precedenza già stata verificata la presenza della specie. Ciascun sito visitato 3 volte nell’arco di 30 giorni. Durante ogni visita sono stati contati tutti gli individui, senza nessuna manipolazione degli stessi. In sei siti sono stati rilevati individui di Speleomantes supramontis, in quanto nessuna individui durante le tre sessioni di studio. L’assenza della specie potrebbe essere correlata a le non favorevoli condizioni microclimatiche riscontrate più che a estinzioni locali. In altri siti sono stati osservati individui in ogni sessione di studio. La stima delle popolazioni è stata ottenuta tramite modelli N-mixture, con variazioni tra 12 e 130 individui. è stato inoltre valutata e proposta la possibilità di riperimetrare la ZSC ed estenderla così da includere i siti esterni dove i geotritoni erano più abbondanti.


Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico: i nostri primi 70 anni – Rossana D’Arienzo e Mauro Guiducci (CNSAS)


La ricerca del Timavo e dell’acqua potabile a Gorizia – Maurizio Tavagnutti (Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” aps)

Attraverso racconti ed immagini, il relatore ripercorre la storia delle prime ricerche svolte da studiosi e ricercatori insistenti sul territorio dell’antica contea di Gorizia, fin dal XVI secolo per poi arrivare a descrivere i tentativi di ricerca dell’acqua potabile, per l’approvvigionamento idrico di Gorizia, attraverso ardite esplorazioni, a fine 1800, di cavità nei dintorni di Gorizia. Si scoprirà per la prima volta che le prime esplorazioni del fiume ipogeo e i primi studi sul Timavo sotterraneo furono svolti proprio a Gorizia.


Structural and stratigraphic control of the speleogenesis in the Carta Valley (TX) Hypogene Karst System – Alberto Gaudio, Timothy Charlton, Yee-Bien Chuah, Bethany Carter (Greater Houston Grotto of the National Speleological Society, Houston, TX – USA)

The Deep and Punkin portion of the Carta Valley’s Karst System is located within the Early Cretaceous age Devil’s River Formation. Several caves in the region were hypothesized to have hypogene origin on the basis of the gromorphology, speleothems and mineralization, although the structural control of the upwelling deep water and the role of the local stratigraphy for the speleogenesis are not clear. The main tectonic feature in the area is the left lateral trans-tensional Carta Valley Fault zone, although local structural expression of this fault and its role for the ground water circulation are not well known. Even though there is a general understanding of the primary depositional environment for the Devil’s River formation, little work has been conducted to investigate how the lithofacies vary stratigraphically, or laterally along individual beds, in the Deep and Punkin region. In other hypogene-sulfuric karst regions it has been observed that local tectonic features, stratigraphic variation, and the resultant hydrology, can significantly affect the development of a karst system. While faults and fractures provide general pathways for the groundwater circulation, the presence of a low permeability layer can prevent the mixing of surface oxygenated waters with upwelling sulfuric waters. This mixing of waters with different compositions is one of the main factors for the development of hypogene-sulfuric karst systems. This presentation will illustrate the results of the geological and structural survey in the Deep and Punkin area and the implications for the caves development in this region.


Two deep : Gourgouthakas – Liontari (2022-2024)

Markos Vaxevanopoulos e Georgios Sotiriadis
The Greek Speleological Communit


Avancement des explorations dans la région de Kanchanaburi en Thailande

Rateau Didier
Expédition Khaophuthong Khaothakanun (Expédition Spéléo en Thailande)


Lava Cave Exploration at the Mgahinga Gorilla National Park of Uganda

Joerg Dreybrodt
Swiss Society of Speleology (SGH)


North Peru caving expedition 2023&2024

Dominik Fröhlich
VdHK


Assemblea Società Speleologica Italiana


Assemblea Scintilena

Festa tesseramento Scintilena


Commissione Nazionale Catasto – SSI

Riunione venerdì 1 novembre 2024 ore 17.00 – Biblioteca presso Struttura polivalente comunale


Commissione Nazionale Scuole di Speleologia – SSI


Commissione Nazionale Cavità Artificiali – SSI


Commissione Nazionale per la Speleologia Subacquea – SSI


Qui Parigi – Stefano Gambari (Circolo Speleologico Romano)

Il libro riporta l’intervista per la radio al 1 congresso internazionale di Parigi (1953) in cui Carlo Franchetti presentò un relazione sulle esplorazioni nell’area del Bussento.


Hechicera (di Ruperto Asier Delgado)

Hechicera è il secondo romanzo di una “saga chiapaneca”, iniziata con Murciélagos, già presentato allo speleoraduno del 2021 a Marina di Camerota.
Si tratta di una storia ambientata, come la precedente, nello stato del Chiapas in Messico, tra grotte e personaggi di fantasia tratti da reali esperienze vissute durante le esplorazioni effettuate in Messico negli anni ’80 dello scorso secolo.
Ruperto Asier Delgado è il nome dell’autore immaginario, anch’esso personaggio tra gli altri, che firma entrambi i romanzi.


Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico


Toscana Speleologica – Mostra
Federazione Speleologica Toscana


The Hidden World – Mostra
Silvia Arrica (Gruppo Speleo Archeologico Giovanni Spano)


L’OTTAVA SFERA – La Miniera Millenaria (film 45′)
Claudia Crema e Guglielmo Ronaghi

Scoperta casualmente nel 1986 in località “Il Forcellino” presso i Piani dei Resinelli, sopra Lecco, l’Ottava Sfera vantò per vari anni il primato di più antica miniera di Lombardia datata con certezza. Risalente al 1200 e realizzata pertanto nel medioevo, la miniera venne sfruttata per l’estrazione di galena argentifera, da cui si ricavava l’argento, metallo prezioso poiché destinato principalmente al conio delle monete. La datazione di tale manufatto è stata ottenuta a seguito di analisi al radiocarbonio su alcuni frammenti di legno raccolti nelle zone più interne e inviati presso i laboratori del “British Museum” di Londra.
L’ingresso è ubicato in un luogo piuttosto pericoloso, una stretta frattura seminascosta alla base di una parete rocciosa che strapiomba per centinaia di metri sull’abitato di Lecco, e gli speleologi che per primi ne varcarono la soglia, dopo un millennio di abbandono, dovettero superare un complicato reticolo di cunicoli e gallerie. Alcune di esse apparvero curiosamente chiuse da cumuli di pietre, si capì in seguito che fu opera di antichi minatori convinti che, con la chiusura delle gallerie ormai sterili, si potesse favorire la ricrescita della vena mineralizzata.
L’Ottava Sfera ha uno sviluppo planimetrico di 320 metri con un dislivello di 87, e nel punto più profondo di essa è presente un piccolo specchio d’acqua.
All’interno delle gallerie tra il pietrame gli esploratori hanno anche rinvenuto alcune antiche punte in ferro consumate dall’uso per lo scavo della roccia, utensili conservati presso il Museo Archeologico di Palazzo Belgiojoso a Lecco.
Il documentario racconta le vicende di questo sito e di altre realtà minerarie più recenti disseminate su quel territorio, arricchendo l’opera con una serie di interviste e testimonianze rilasciate da studiosi ed esperti in materia per narrare questa affascinante storia risalente a quasi mille anni fa.


Alla scoperta del Paradiso nelle viscere della terra (film 90′)
Diego Ciarloni

Una scoperta straordinaria ai limiti dell’immaginazione, una storia di amicizia e coraggio che conquista e commuove.
Un’esperienza unica e irripetibile, fatta di caparbietà e tenerezza.
Un racconto che esplora il più profondo degli abissi, quello della sete di scoperta e avventura dell’uomo.
Il più strabiliante spettacolo naturale delle Marche, venuto alla luce nei primi anni ’70 grazie alla passione e al cuore di un gruppo di giovani anconetani e falconaresi.
Una lezione di vita per tutti, ma soprattutto per i ragazzi di oggi e di domani, che dimostra che credere in se stessi e in ciò che si fa conduce, prima o poi, verso traguardi eccezionali.


SpeleoMedit – Progetto di salvaguardia e documentazione delle grotte del Mediterraneo (film 21′)
Cordinatore Victor Ferrer