
Visioni Sotterranee
Concorso Internazionale – TERZA EDIZIONE
IL MONDO CHE NON SI VEDE
Vota le opere in concorso è ammesso un solo voto
1.Fotografia

1.1 Veins of the earth
La foto è stata scattata all’interno della grotta di Bel Torrente, nel golfo di Orosei, Sardegna. Dopo circa 30 minuti di
penetrazione subacquea nell’acqua salata si raggiunge la sezione caratterizzata da acqua dolce
della grotta a circa 500 metri dall ingresso. La visibilità finalmente migliora e si presenta un fitto
aloclino sul fondo del passaggio che crea un particolare effetto offuscato sull'acqua. se l aloclino viene disturbato dal passaggio degli speleosubacquei la visibiltà si riduce drasticamente
rendendo vano qualsiasi tentativo di scattare una foto. per questo motivo ci siamo recati nella grotta la mattina presto in modo da essere gli unici speleosubacquei all'interno e trovare una buona visibilità.

1.2 Water ripples
La foto è stata scattata all interno della grotta di Bel Torrente nel golfo di Orosei,
Sardegna. Nella foto ho voluto evidenziare i solchi lasciati sul fondo roccioso della grotta dalla forza del passaggio dell acqua. Per raggiungere questo punto della grotta abbiamo usato più
bombole subacque, quelle principali e alcune bombole aggiuntive per raggiungere questo punto remoto della grotta sommersa..

1.3 Fragore cieco
Fotografia composita faTTa alla Tana che urla (Fornovolasco, LU), l'acqua in questa grotta la fa da padrona e volevo riprendere sia con la luce che
con l'immagine il suo percorso donando vivacità e "rumore" alla fotografia

1.4 Vietato scivolare
Fotografia composita fatta nel canyon durante la traversata classica del Corchia (Levigliani, LU) in questo tratto della traversata quando lo si
percorre la prima volta si pensa sempre, ovviamente, a guardare in basso per evitare di scivolare senza rendersi conto che la grotta presenta una
maestosità e una regolarità incredibili

1.5 In the cradle
Fotografia realizzata con smartphone. Illuminazione artificiale con luci posizionate
strategicamente per esaltare le forme della grotta e lo speleologo.
Ispirazione: l’idea nasce dal desiderio di rappresentare il fascino dei luoghi sotterranei,in cui il tempo
sembra fermarsi e la realtà lascia spazio all’immaginazione .
La foto è stata scattata a Grotta il Bucone, Ischia di Castro.

1.6 Morfologie
Durante l'ultima campagna esplorativa a Sa Rutta 'e S'Edera a Urzulei (NU) abbiamo affrontato quel passaggio decine di volte. Prima ancora di scattare, avevo già visualizzato quell'immagine nella mia mente per cercare di descrivere uno dei punti più scomodi della grotta. Così, una volta individuata la prospettiva giusta e posizionate le luci grazie alla grande pazienza dei miei compagni, sono riuscito a portare a casa questo scatto.

1.7 Tunnel vision
La grotta di Nurra Genna S’Armentu, nel territorio di Baunei (NU), ha visivamente poco da offrire, fatta eccezione per un pozzo a campata unica di 120 metri. Dopo aver visto il rilievo, ho deciso di visitarla al solo scopo di scattare questa foto, senza sapere bene cosa avrei trovato. Durante la discesa, ho iniziato a studiare la morfologia della struttura per individuare il punto migliore da cui scattare. Una volta sul fondo, dopo aver coinvolto un soggetto e un "portatore di luce", ho iniziato la risalita. Raggiunto il punto ideale, ho dato indicazioni ai compagni su come posizionarsi e orientare i fasci luminosi e, dopo un paio di tentativi, ho ottenuto lo scatto che volevo.

1.8 Turtle
Albania meridionale, lungo la valle del fiume Sarandoporo, un'area caratterizzata dalla presenza di numerosi sistemi carsici ipogenici alimentati da sorgenti sulfuree. Il nome della grotta è Shpella Breshkë (Grotta Tartaruga).

1.9 Zoccaturu
Cutrofiano in provincia di Lecce. Nel dialetto salentino il termine "zoccatùru" indicava il cavatore o tagliapietre, figura professionale molto diffusa fino alla prima metà del Novecento nelle aree estrattive del Salento. Il suo lavoro consisteva nell'estrazione e nella sbozzatura dei blocchi di pietra destinati all'edilizia e all'artigianato locale. La particolare conformazione geologica del territorio di Cutrofiano, caratterizzata da estesi livelli di calcarenite facilmente lavorabile sovrastati da spessi strati di argilla, favorì lo sviluppo di una vasta attività estrattiva. La pietra veniva spesso coltivata in sotterraneo, dando origine a imponenti cave ipogee che si estendevano per centinaia di metri e raggiungevano profondità superiori ai 50 metri. In questi ambienti lavoravano gli zoccatùri, protagonisti di una tradizione che ha profondamente segnato la storia e il paesaggio del territorio. Oggi molte di queste cavità risultano interessate da frequenti fenomeni di dissesto, con crolli e collassi che modificano progressivamente la morfologia sotterranea. Cava ipogea (Contrada Metalli)

1.10 In Earth's Time
Uno speleologo si confronta con gli strati di roccia. Il nostro tempo è un attimo rispetto a quello geologico. Eppure la nostra sagoma si staglia su uno spessore di milioni di anni. Pozzo Miesole, Italia

1.11 Sguardo custode
L'immagine esplora l'intimità dell'osservazione ipogea, mettendo a confronto il tempo
geologico e la fragile presenza umana. In primo piano, la composizione si concentra sulla
complessa trama di una concrezione calcitica viva, la cui trasparenza culmina nella
formazione di una singola goccia d'acqua. Sullo sfondo, il volto sfocato della speleologa
funge da quinta emotiva: lo sguardo, pur non essendo il soggetto a fuoco, trasmette la
meraviglia e il silenzioso rispetto di chi contempla l'arte millenaria scolpita dalla natura. È
un dialogo visivo tra la luce, l'acqua e l'esploratore.

1.12 L'Ultimo Ghiaccio
L'acqua ipogea non è soltanto un flusso dinamico, ma si manifesta anche nella sua fase
solida, conservandosi all'interno di cavità a medio-alte quote. Lo scatto documenta la
regressione di un deposito glaciale sottoterra, mettendo a confronto la trasparenza vitrea
del blocco residuo con la struttura rocciosa della galleria. La presenza dello speleologo
sullo sfondo contestualizza le dimensioni reali del volume e sottolinea l'importanza del
rilievo e della documentazione fotografica per monitorare l'evoluzione dei depositi glaciali
ipogei.

1.13 Gradini del Tempo
Nelle gallerie abbandonate delle miniere di ferro della Val Trompia, l'acqua ipogea satura di
bicarbonato di calcio e sali minerali riprende possesso degli spaces scavati dall'uomo.
L'opera documenta la graduale trasformazione dell'archeologia industriale in struttura
naturale: la vecchia scalinata di collegamento tra i livelli di coltivazione è stata
completamente rivestita nel corso dei decenni da spesse colate calcitiche e vaschette di
rimontaggio. La figura dello speleologo al culmine della rampa fornisce l'indispensabile
riferimento di scala, sottolineando il contrasto tra l'opera manuale del passato e la lenta,
inarrestabile opera costruttiva dell'acqua

1.14 Miniera romana di *lapis specularis*
Foto scattata in una stretta galleria di una miniera romana di *lapis specularis* nella provincia di Cuenca (Spagna). È stato molto difficile realizzare lo scatto poiché mi trovavo all'estremità della galleria in una posizione scomoda, appoggiato alla parete mentre cercavo di creare spazio sufficiente per mostrare i cristalli di gesso in primo piano

1.15 Non lontano da casa
Foto scattata all'ingresso della voragine Torca de Aloños, in Cantabria (Spagna). Si tratta di una grotta molto fotogenica situata accanto al campo da *pelota* del paese di Villacarriedo.

1.16 Underground Symmetry
La foto è stata scattata con una fotocamera mirrorless e flash elettronici. La grotta si chiama Cueva de Coventosa e si trova in Cantabria, in Spagna.

1.17 Giant Stalagmite
La foto è stata scattata con una fotocamera mirrorless e flash elettronici. La grotta si chiama Najdena jama, in Slovenia.

1.18 Oasi sotterranea
Fotografia realizzata con smartphone.
Ispirazione: Quello che voglio comunicare quando scatto una foto è il fascino e il mistero che provo in quel momento. La luce che illumina il buio
senza poterlo eliminare completamente permette di capire esattamente cosa prova uno speleologo durante le sue esplorazioni nel grembo della
terra.
La foto è stata scattata a Grotta Punta degli stretti (Orbetello)

1.19 An Abyss Within Me
La luce strappa all'oscurità soltanto frammenti della Grava dei Vitelli, sui Monti Alburni, rivelando tutta la fragilità dell'uomo nell'immensità del mondo sotterraneo. Lontano dalla superficie e dai suoi rumori, l'abisso diventa specchio dell'interiorità. Affacciandoci sul buio, scrutati nell'anima dalle tenebre, talvolta, scopriamo che l'ignoto più grande è quello che portiamo dentro di noi.

1.20 As If We Had Never Been
La Grava d'Inverno, sui Monti Alburni, restituisce all'uomo la sua autentica misura. Abituati a considerarci centro di tutte le cose, dimentichiamo quanto poco significhi, il nostro tutto, al di fuori di noi stessi. Quaggiù, ogni illusione dell'ego si dissolve. Questo mondo, pulsante e già antico quando l'uomo cominciò a interrogarsi sul proprio senso, qui prima delle nostre domande, rimarrà quando non ci sarà più nessuno a porle. Ignaro del nostro nome, indifferente alle nostre gioie, alle nostre paure e speranze, ci ricorda che intere vite, nell'eternità della Terra, non sono che un flebile battito.

1.21 The Shape of Absence
Nella Grava dei Vitelli, sui Monti Alburni, la pietra, appare legno, lavorato dalla sgorbia di un antico intagliatore. L'artefice di queste forme non ha mani né volto: correnti sotterranee attraverso il loro moto turbolento e la lenta dissoluzione, hanno modellato la roccia carbonatica, scolpendone le superfici in un susseguirsi di concavità, lasciando nella roccia la memoria silenziosa dell'acqua.
2. Disegnare il buio

2,1 Prospetto e pianta della grotta di El Soplao (Cantabria, Spagna)
L'immagine è stata realizzata utilizzando il software open source di grafica vettoriale Inkscape e comprende un totale di 35.101 oggetti distribuiti su 15 livelli diversi. La sezione superiore mostra la pianta del sistema di cavità (che include la grotta, la miniera e le cavità adiacenti) basata su una carta geologica (fornita dall'Istituto Geologico e Minerario della Spagna). Sono indicate anche le aree recentemente aggiunte all'estensione nota della cavità (aggiornata a giugno 2025). La sezione inferiore mostra la proiezione in prospetto dell'intero complesso sotterraneo (grotta e miniera).
3.Immaginario e rappresentazione

4.1 A Bridge Between Worlds
Quest’opera vuole riflettere lo sforzo congiunto di due enti speleo-scientifiche di
Barcellona, “Sarawak. Exploracions i Geografia” e l’“Institut Català d’Espeleologia i
Ciències del Karst (ICEK)”, per promuovere la conoscenza e la protezione del
patrimonio speleologico attraverso l’immagine e grafici scientifici.
I loro mezzi di divulgazione, come «Qui és qui de l’Espeleologia», «Monogràfics
Sarawak» e i rispettivi siti web, si distinguono per il loro impatto visivo. L’immagine
ha inoltre un ruolo protagonista nelle «Les Nits de Sarawak», un ciclo di conferenze
telematiche con la partecipazione di specialisti di prestigio internazionale, che
diventa uno spazio di incontro, scambio e dialogo tra speleologi, scienziati e
persone appassionate del mondo sotterraneo. Tutto ciò contribuisce alla diffusione
della ricchezza e della bellezza del sottosuolo, con l’immagine come veicolo di
comunicazione e conoscenza.
Voto
VOTA - Visioni Sotterranee
E' possibile votare fino a sabato 31 ottobre alle ore 16:00



